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Dal 2 al 12 Marzo 2018, si svolgerà la terza edizione de “La settimana del Rosadigitale”, in occasione della giornata internazionale della donna. Organizzata da Rosadigitale, movimento nazionale per le pari opportunità in ambito tecnologico, è una manifestazione nata come viaggio iniziatico verso l’uguaglianza di genere nel campo della tecnologia e dell’informatica.

Oggi avere competenze digitali è indispensabile per “l’inclusione e l’includibilità sociale, economica, culturale, relazionale delle persone” (Cultura, uso dei media e nuove tecnologie ISTAT). Le competenze digitali di base sono nell’era digitale alla base della cittadinanza digitale, rendono i cittadini competenti del contemporaneo e si declinano su almeno tre punti fondamentali:

  • esercitare la propria cittadinanza utilizzando in modo critico e consapevole la Rete e i Media,
  • esprimere e valorizzare se stessi utilizzando gli strumenti tecnologici in modo autonomo e rispondente ai bisogni individuali,sapersi proteggere dalle insidie della Rete e dei Media (plagio, truffe, adescamento),
  • saper rispettare norme specifiche (rispetto della privacy, rispetto/tutela del diritto d’autore),
  • essere cittadini competenti del contemporaneo.

Le nuove generazioni devono essere educate alla cittadinanza digitale non basta essere nati nell’era digitale per essere competenti digitali, queste competenze devono essere consolidate attraverso esperienze di formazione e l’educazione ad un uso critico. é dunque compito della scuola quello di formare le giovani generazioni e di trasmettere la cultura necessaria per consentire lo sviluppo e il progresso sociale, ed è compito della scuola educare alle nuove tecnologie e ai nuovi mezzi e linguaggi di comunicazione.

E quindi nella scuola che l’innovazione digitale del nostro paese  fonda le proprie radici, la ferma consapevolezza che per portare avanti l’innovazione digitale del nostro paese sia necessario partire proprio dalla scuola si esprime nel Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), che nasce per promuove una strategia di innovazione della scuola italiana per rispondere alle nuove esigenze dell’era digitale e per monitorare il processo di innovazione.

“La buona scuola digitale esiste già, in tutta Italia. Ma lo Stato deve adesso fare in modo che questo patrimonio diventi sempre più diffuso e ordinario. Per far sì che nessuno studente resti indietro. Per far sì che, nell’era digitale, la scuola diventi il più potente moltiplicatore di domanda di innovazione e cambiamento del Paese” (PNSD 2015).

Il PNSD prevede infatti un Osservatorio tecnologico i cui dati confermano che il processo di innovazione digitale nella scuola è in crescita per quanto concerne le tecnologie in uso e le infrastruttura ma non bisogna dimenticare che oltre alla dimensione tecnologica c’è ne un’altra altrettanto importante quella epistemologica e culturale. L’aspetto culturale infatti è primario rispetto a quello tecnologico, pensiamo ad esempio come la distribuzione delle competenze ICT  siano nel nostro paese disomogenee rispetto al genere, secondo i risultati di un’indagine NetConsulting Cube per CA Technologies le figure femminili tra i Data scientist italiani, tra i Big data engineer e gli esperti in cyber security e IOT.

La percentuale delle ragazze  che frequentano gli istituti superiori e all’Università nel campo tecnologico sono in percentuale sensibilmente inferiore rispetto alla frequenza dei ragazzi e la quantità di donne che si laureano in discipline informatiche (e affini) certificano un  grande genere gap. Ancora poche in Italia sono le donne che lavorano nel comparto dell’Ict e quelle che ricoprono ruoli manageriali nelle aziende del settore.

In questo quadro fa eccezione il mondo della scuola dove invece sono le donne ad avere maggiore spazio, secondo recenti indagini (Ocse nello studio “Gender imbalances in the teaching profession”) il 78% degli insegnanti della scuola secondaria di primo grado sia di sesso femminile e quasi otto docenti su dieci sono donne nell’insieme dei livelli d’insegnamento. Nella scuola quindi in questo momento sono le donne a farsi carico maggiore dell’innovazione digitale consapevoli del difficile compito che va ben oltre l’innovazione degli strumenti e delle infrastrutture ma che comporta l’ innovazione della pratica didattica e che nella scuola come nella società è necessario abbattere ancora qualche resistenza culturale nei confronti del digitale che troppo spesso viene vissuto come ostacolo perdendo di vista le sue effettive potenzialità.

Grazie all’idea di Sara Broi fondatrice del movimento RosaDigitale, che nella settimana della festa della donna organizza eventi in tutta Italia, abbiamo l’occasione di raccontare come le donne nella scuola stanno portando avanti la cultura e l’educazione digitale dando un grosso contributo alla società.

Racconteremo il digitale nella scuola visto con occhi di coloro che quotidianamente ci fanno i conti affrontando difficoltà e utilizzandone sempre meglio le potenzialità, cercheremo di interpretare la situazione attuale in chiave femminile, perché nella scuola la governance è soprattutto donna, a partire dagli ultimi 5 mandati come ministro/a ricoperti per 4 volte da una donna.